Leggo quanto pubblicato nell'Anno Accademico 96 /97
Roma
15 ottobre 97 - sulla Problematica della
definizione della morte dell'Uomo
Condivido la esatta definizione di morte che dà il
prof. Seifert e mi stupisco da medico (ospedaliero fino al 2003) quale
sono stato per la dissertazione sul concetto di morte cerebrale che dà il Prof. Bonelli. L'espianto è un grave fatto che lede la libertà di morire
che ogni essere umano ha e di cui non può decidere le modalità con un
presupposto ma falsa "scelta consapevole". Per lo Stato è l'accettazione
di una eutanasia tecnica e politica che si accanisce sui più deboli e al
momento incapaci di decidere perchè in prossimità della morte il cui
momento è indefinibile. L'uomo è un 'essere armonico che non viene
scalfito se un organo smette di funzionare. La vita dura finché vi è vita
in ogni sua cellula al di la del concetto di coscienza e anima. Espiantare
con le attuali definizione di morte cerebrale un individuo tenuto in vita
e quindi non morto, non cadavere, è un libero arbitrio della Legge e di chi
l'ha concepita per molteplici interessi. In ogni caso chi espianta e
trapianta e vale anche per i politici non viene mai espiantato perchè non
dona inconsapevolmente i suoi organi come fanno coloro che non sanno la
realtà delle cose . E' una vergogna che nessuno abbia il coraggio di
impedire tutto questo: Chiesa Cattolica compresa che lascia a ogni singolo
donatore la Sua scelta per lo più inconsapevole o delega ai Parenti il
merito di decidere di praticare una eutanasia di Stato su chi cadavere non
è (Tanatologia ). Sono Cattolico e non praticante ma mi vergogno di questa
mancata presa di posizione complice anche i mass media che tengono banco a
questa orrida pratica che ho vissuto personalmente per i tanti anni di
Ospedale in Reparti di emergenza dove ho prestato la mia opera. Avevo una
delle tessere con numeri molto bassi dell'AIDO nel lontano '78 (Bergamo )
poi vivendo le vicissitudini e le sofferenze e la morte dei miei simili e
gli espianti ho capito. Il Prof. Seifert ha dato una definizione chiara,
la più chiara oggi possibile, quando si dovrebbe per Legge dello Stato
definire una persona morta. E sappiamo tutti che in medicina neppure nel
2004 vi sono certezze sopratutto su questo istante finale della vita. La
vita e la morte di ogni singolo essere umano, povero, ricco o anencefalo
che esso sia è Sua e di Dio se e mi auguro esista (anche se non può
intervenire sull'uno dimenticando le molteplici sofferenze e morti degli
altri... ecc. ) un Medico non ha il diritto e nemmeno un team di medici
esperti a stabilire con un EEG eccetera eccetera se un individuo è morto o
se al momento in cui viene dichiarato tale si può iniziare o continuare la
terapia di rianimazione per l'espianto . Sarebbe ed è una eutanasia di
Stato giustificata per chi aspetta l'organo con cui poter vivere ma a
danno di chi è ancora più debole e incapace di poter esprimere al momento
la propria volontà . Nessuno è mai tornato indietro per dirci nulla ma si
continua con questa orrenda pratica che priva ogni essere della Sua morte
Naturale e non solo.
Domenico de Giacomi
ex medico ospedaliero