Lettere

Roma,
20-05-2004
 
 
 
 

Ogni trapianto richiede un espianto

 

Da: Domenico de Giacomi
 
 
 
Leggo quanto pubblicato nell'Anno Accademico 96 /97 Roma

15 ottobre 97 - sulla Problematica della definizione della morte dell'Uomo

Condivido la esatta definizione di morte che dà il prof. Seifert e mi stupisco da medico (ospedaliero fino al 2003) quale sono stato per la dissertazione sul concetto di morte cerebrale che dà il Prof. Bonelli. L'espianto è un grave fatto che lede la libertà di morire che ogni essere umano ha e di cui non può decidere le modalità con un presupposto ma falsa "scelta consapevole". Per lo Stato è l'accettazione di una eutanasia tecnica e politica che si accanisce sui più deboli e al momento incapaci di decidere perchè in prossimità della morte il cui momento è indefinibile. L'uomo è un 'essere armonico che non viene scalfito se un organo smette di funzionare. La vita dura finché vi è vita in ogni sua cellula al di la del concetto di coscienza e anima. Espiantare con le attuali definizione di morte cerebrale un individuo tenuto in vita e quindi non morto, non cadavere, è un libero arbitrio della Legge e di chi l'ha concepita per molteplici interessi. In ogni caso chi espianta e trapianta e vale anche per i politici non viene mai espiantato perchè non dona inconsapevolmente i suoi organi come fanno coloro che non sanno la realtà delle cose . E' una vergogna che nessuno abbia il coraggio di impedire tutto questo: Chiesa Cattolica compresa che lascia a ogni singolo donatore la Sua scelta per lo più inconsapevole o delega ai Parenti il merito di decidere di praticare una eutanasia di Stato su chi cadavere non è (Tanatologia ). Sono Cattolico e non praticante ma mi vergogno di questa mancata presa di posizione complice anche i mass media che tengono banco a questa orrida pratica che ho vissuto personalmente per i tanti anni di Ospedale in Reparti di emergenza dove ho prestato la mia opera. Avevo una delle tessere con numeri molto bassi dell'AIDO nel lontano '78 (Bergamo ) poi vivendo le vicissitudini e le sofferenze e la morte dei miei simili e gli espianti ho capito. Il Prof. Seifert ha dato una definizione chiara, la più chiara oggi possibile, quando si dovrebbe per Legge dello Stato definire una persona morta. E sappiamo tutti che in medicina neppure nel 2004 vi sono certezze sopratutto su questo istante finale della vita. La vita e la morte di ogni singolo essere umano, povero, ricco o anencefalo che esso sia è Sua e di Dio se e mi auguro esista (anche se non può intervenire sull'uno dimenticando le molteplici sofferenze e morti degli altri... ecc. ) un Medico non ha il diritto e nemmeno un team di medici esperti a stabilire con un EEG eccetera eccetera se un individuo è morto o se al momento in cui viene dichiarato tale si può iniziare o continuare la terapia di rianimazione per l'espianto . Sarebbe ed è una eutanasia di Stato giustificata per chi aspetta l'organo con cui poter vivere ma a danno di chi è ancora più debole e incapace di poter esprimere al momento la propria volontà . Nessuno è mai tornato indietro per dirci nulla ma si continua con questa orrenda pratica che priva ogni essere della Sua morte Naturale e non solo.

Domenico de Giacomi

ex medico ospedaliero