Lettere

Roma,
03-12-2003
 
 
 
 

Rischio Islam

 

Da: Marco Sacchi
A:
ItalianiLiberi

Data: 03 Dicembre 2003

Oggetto: Rischio islam

 
 
Carissima Ida,
 
ti do del tu, perchè le persone che stimo godono di questo privilegio; devo congratularmi con te per l'articolo che hai scritto in merito al rischio enorme di fare entrare i Paesi Nordafricani che si affacciano sul Mediterraneo nell'Europa, e ho, come te, notevoli perplessità anche per la Turchia.
Nel primo caso, vorrei dire a questi benpensanti, che propongono questo scenario, che "democrazia" non significa "permissivismo" e neppure "svendita" al peggior offerente della nostra storia, dei sacrifici fatti nei secoli passati dai popoli Europei, per portare l'Occidente ai livelli attuali, pur con tutti gli errori passati e presenti.
Non sono le regole di mercato, in questo caso, che debbano prendere il sopravvento, ma tutto ciò che è la nostra storia, la nostra cultura e la nostra civiltà.
E' impossibile che gli abitanti di Paesi come l'Algeria, la Libia, il Marocco e la Tunisia cancellino la loro cultura per cibarsi della nostra, che oltre tutto conoscono già benissimo e che molti di loro non accettano affatto.
E' mera utopia pensare ad una "integrazione",  (parola astrusa ), anche perchè vediamo tutti i giorni, come persone colte, insospettabili ed apparentemente moderate, che vivono nel nostro Paese, siano insofferenti persino davanti ad un simbolo innocuo, come un Crocefisso.
E' l'Islam che non si coniuga e non si coniugherà mai con la cultura Occidentale.
Vediamo come altre persone, con altre culture ed altre religioni, viceversa si integrino più facilmente, proprio perchè queste culture e queste religioni (il Buddismo, l'Induismo e per esempio) non parlano di "distruggere ed uccidere l'infedele", ma al pari del Cristianesimo predicano la non violenza e la tolleranza.
Per quanto riguarda la Turchia, è da miopi affermare che in questo Paese "esiste comunque un Islam moderato". Si prenda l'esempio dell'Iran; quando c'era Reza Palevi, sembrava il Paese più occidentalizzato tra i Paesi Arabi; dopo la presa di potere degli ayatollah è ripiombato nel medioevo dell'Islam integralista.
 

 

 

 

 

 

 
Chi ci garantisce che anche in Turchia, in un prossimo futuro non possano prendere il potere o possa nascere un partito fondamentalista? Già esistono gruppi terroristici vicini ad Osama Bin Laden, un tipo di terrorismo che si rifà all'Islam.
Ma a volte, per ragioni di mercato o di bassa cassetta politica (vedasi l'On. Fini e la sua proposta del voto agli immigrati) ci si narcotizza volutamente e non si vuole vedere il pericolo, che c'è ed è gravissimo.
Anche gli USA devono capire che a questa gente non frega nulla di vestire con le Nike e di cibarsi delle " specialità" culinarie di Mc Donald;è il nostro modello di vita che è molto distante dal loro e che loro non accettano.

Ad essi, piuttosto, interessa che noi ci convertiamo all'Islam, che le nostre donne nel 2050 ,o giù di lì, portino tutte il velo e che il venerdì voltiamo tutti quanti il deretano verso la Mecca per pregare.

Quindi non si illudano Fini e molti partiti della Sinistra italiana, che tanto magnanimi sono con gli extra-comunitari. Quelli provenienti dai Paesi Islamici, si faranno un bel Partito Islamico a cui faranno riferimento le migliaia di ex bambini islamici che nascono e nasceranno in un prossimo futuro in Italia. Se adesso si aggiungono anche i 70 milioni di Turchi il gioco è fatto. Per ritrovarci , magari a pregare in una Chiesa, o in una Sinagoga o semplicemente giocare a carte con la nostra vicina di casa, senza velo, ma con la minigonna, dovremmo affittare l'Isola dei famosi.

Un abbraccio.

Marco Sacchi - Montevecchia ( Lecco)