Scoprire all'improvviso che l'Europa è una bufala
e che Prodi è solo la copia di plastica della mozzarella ricavata da
tale animale. E' davvero portatore di gaudium magnum per tutti
gli euroscettici (definirci euroavversi sarebbe meno ipocrita e, a mio
parere, un gran bel complimento), questo giorno in cui Tremonti, lungi
dal mimetizzarsi in uno stuoino per l'avvizzita diarchia
Parigi-Berlino - dopo tutti gli sforzi compiuti da Berlusconi per
differenziarsi, e i conseguenti insulti e sbeffeggiamenti raccolti per
strada, si permette di porgere la mano a chi ci aveva accolto in
Europa per convenienza propria ostentando il birignao del capoclasse
un po' stronzetto (l'asse franco-teutonico, beninteso, non il
Giulietto subito bollato di apprendismo stregonesco, chi sa perché, da
quelle stesse sinistre che il Patto di Stabilità hanno sempre
maneggiato come un ufo estraneo alla loro costellazione di
spendaccioni, celando a mala pena il disagio di dirne bene alla
stregua di Marcantonio nei riguardi di Bruto). Ora, se si fosse deciso
per l'uso del battipanni sui culetti di Bibì-Chirac e Bibò-Schroeder,
con la Azeglia scusa che pacta sunt servanda, dimenticando che
di patto scellerato si trattò, consumato alle e sulle spalle dei
sudditi, forse si sarebbe accelerato il processo di disaffezione verso
l'Europa mastricciona proprio in quei paesi che più degli altri hanno
cercato nella nuova costruzione politica un modo raffinato per
dominare un intero continente, ma si sarebbe altresì creato un
equivoco molto pericoloso nei cosiddetti 'piccoli', cioè che tale
costruzione sia cosa buona e giusta. Adesso l'Europa ha perso
credibilità, e tutti abbiamo compreso che il principio fondamentale
cui i banchieri alla Duisencoso intendevano attentare, ovvero quello
della sovranità nazionale, è bene che non ci si provi nemmeno a
toccarlo! L'omogeneizzazione forzata, irrispettosa delle peculiarità
di ciascuno, passata attraverso la banalità ridicola delle misure dei
cetrioli, sta rivelando adesso la sua faccia totalitaria nella vicenda
del mandato di cattura europeo, un boccone che, nonostante i 'dadaumpa'
del diessino Kessler e l'eccessiva sottovalutazione del pericolo da
parte degli avvocati di Forza Italia, più preoccupati di mettere al
sicuro il premier dalle campagne giustizialiste di casa nostra che di
mettere al sicuro i cittadini italiani dalle bizze di qualche
garzoncello scherzoso di Madrid o di Sofia, potrebbe anche non essere
ingoiato facilmente dal Parlamento. Grazie al ministro Tremonti, per
ora, ma non abbassiamo la guardia, anzi alziamo la posta: qualcuno ha
voglia di ridiscutere la faccenda delle quote latte, prima che
arrivino le mucche polacche?
Giovanni Maria Mischiati - Torino