Ho appena letto il documento "Della
tirannide", scritto da Ida Magli in data 3 aprile. Io, giovane
italiano cattolico e di tendenze liberali, in altre occasioni ho
condiviso pienamente quanto scritto da Ida Magli, ad esempio in tutta
la vicenda relativa alla perdita di identità nazionale culminata nella
firma della "costituzione europea".
In questo caso, dissento invece totalmente da quanto scritto, credo
sia assurdo definire "tirannico" il nostro sistema di informazione,
per ciò che ha fatto negli ultimi tre giorni. Sono invece pienamente
convinto del fatto che il sistema stesso abbia interpretato
correttamente il sentimento della maggior parte della popolazione
italiana, sia cattolica sia atea (o "laica", come talvolta si
autodefinisce tale parte di popolazione) sia di altre religioni.
Se la copertura da parte dei mezzi di comunicazione è stata così
totale negli ultimi giorni, questo è semplicemente conseguenza ed
espressione del significato non solo da quanto espresso nei giorni
dell'agonia e della morte, ma nel corso di tutto il pontificato di
Giovanni Paolo II.
Il mio terrore, come giovane cattolico, è quello che il futuro
pontefice intraprenda una strada radicalmente diversa da quella
battuta (con alterne
fortune) dal Papa polacco, come da ormai varie parti si vocifera.
Concludo ripetendo che il comportamento dei nostri mass media mi ha
fatto sentire una volta di più orgoglioso di essere italiano e mi ha
fatto capire che noi cattolici non siamo necessariamente destinati
alle catacombe.
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