Vorrei premettere che, come lettore dei suoi libri, condivido forse
completamente le sue posizioni (inclusa la sua avversione ai
trapianti: nessuno parla mai dei costi talvolta ingentissimi e assurdi
di queste operazioni - € 200'000 un trapianto di fegato!).
Ciò detto l'articolo accluso che ho letto su CaffèEuropa
sull'integrazione dei popoli mi ha lasciato perplesso (ho messo in
grassetto le cose per me salienti). Non credo che si possa liquidare
con una battuta o un'alzata di spalle. Personalmente sono più che
scettico sulla società multiculturale.
Lei teme persino per la sopravvivenza della specie. Tuttavia
mi sembra che stiamo entrando in una nuova dimensione. Disapprovo
espressioni come "Fortezza Europa", usate con disprezzo dalle sinistre
comuniste quali sinonimi di chiusura, egoismo ecc.
L'inviolabilità del domicilio è riconosciuta dal diritto. Si parla
pure dei diritti inalienabili della persona. Il "diritto
all'immigrazione" - che si configura né più né meno come un diritto di
invasione (e quindi di violazione di domicilio - quale è il territorio
o la nazione) mi sembra contrastare non solo con la storia, ma anche
con la natura umana. Non si può letteralmente vivere senza certezza
del diritto.
Saluti cordiali
Sergio Pastore, Sennwald (Svizzera)