Lettere

 
 
 
 
 
 

L'integrazione dei popoli

 

Da: Sergio Pastore (Svizzera)
Inviato: 20 giugno 2004
Oggetto: L'integrazione dei popoli
 
 

    Vorrei premettere che, come lettore dei suoi libri, condivido forse completamente le sue posizioni (inclusa la sua avversione ai trapianti: nessuno parla mai dei costi talvolta ingentissimi e assurdi di queste operazioni - € 200'000 un trapianto di fegato!).
   Ciò detto l'articolo accluso che ho letto su CaffèEuropa sull'integrazione dei popoli mi ha lasciato perplesso (ho messo in grassetto le cose per me salienti). Non credo che si possa liquidare con una battuta o un'alzata di spalle. Personalmente sono più che scettico sulla società multiculturale.
    Lei teme persino per la sopravvivenza della specie. Tuttavia mi sembra che stiamo entrando in una nuova dimensione. Disapprovo espressioni come "Fortezza Europa", usate con disprezzo dalle sinistre comuniste  quali sinonimi di chiusura, egoismo ecc. L'inviolabilità del domicilio è riconosciuta dal diritto. Si parla pure dei diritti inalienabili della persona. Il "diritto all'immigrazione" - che si configura né più né meno come un diritto di invasione (e quindi di violazione di domicilio - quale è il territorio o la nazione) mi sembra contrastare non solo con la storia, ma anche con la natura umana. Non si può letteralmente vivere senza certezza del diritto.

 Saluti cordiali

 Sergio Pastore, Sennwald (Svizzera)