Di frequente
torno su questo sito per vedere se vi siano dei nuovi articoli.
Ogni volta che rileggo con più attenzione quelli già letti in
passato, mi sento prendere da una profonda rabbia verso i nostri
nemici interni, ovvero i politici che, per quanto si sia stati
noi, ad eleggerli, si sono poi rivelati "sudditi" di una
nazione, la più potente attualmente e, non questo bastando,
succubi e complici di una tragica ed ipocrita farsa: la
Pseudo-Unione Europea, destinata a fare quello che la capitale
straniera (facile intuire quale) attraverso i suoi "Ukaze" (o
editti dello Zar B...o un altro al suo posto) decide venga
realizzato secondo i suoi interessi. Non so quanti siano i miei
connazionali che non accettano (e costretti a subire) questa
situazione. Quanti, siano sensibili a questo grave e decisivo
problema che appare ormai irreversibile anche se, niente nella
vita può definirsi tale. Ancora,l' Islamizzazione del nostro
continente.... dell' Italia... cose da nulla, vero?
Stranamente, la cosiddetta nostra classe politica appare sicura di
sé, in questa direzione.
Nel senso che questa realtà è stata, di fatto, accettata quasi con
euforico ed irresponsabile entusiasmo e scarsissimo realismo
politico. Il prezzo di tutto questo, riferendoci alla "nostra"
nazione, è la scomparsa di tutto quanto per cui abbiamo lottato,
di tutto quello per cui ci siamo sacrificati durante tutta la
nostra Storia. A proposito della Storia, il ministro della
pubblica... distruzione, ne ha abolita una consistente fetta,
nell' ambito di quella distruttiva pseudo-riforma! Tanto per far
dimenticare le nostre origini e tutto il resto. E poi, il
Potere, come sappiamo, non gradisce la presenza di persone
che "ragionano, pensano". Questa riforma consentirà di
raggiungere più facilmente, nel tempo, questo nobile scopo.
Signora Magli, personalmente, nel mio personale lessico, la
parola "arrendermi", non esiste; di fronte a questa realtà così
stimolante, consapevole di vivere in un Paese dove, a mio
modesto avviso, per come ho potuto constatare, l' unità sociale
(o compattezza) non esiste, dove il senso della collettività è
da collocarsi nella dimensione dell'Utopia, non vedo quale
azione concreta si possa intraprendere per contrastare queste
decisioni autarchiche, prese sulla nostra pelle. Forse,
un'azione sensibilizzante intorno a questo argomento, potrebbe
rivelarsi positiva, a condizione che sia portata avanti con la
dovuta costanza. Ma... come procedere, nel pratico? Come ci si
può opporre a tutta questa prevaricazione? Forse saremmo
bloccati prima ancora di muoverci...