Lettere

 
 
 
 
 
 

Come difenderci dai nostri politici?

 

Da: Ireneo G.
Data: 08/05/04 20:31:19
Oggetto: Ogni volta che.
 

Di frequente torno su questo sito per vedere se vi siano dei nuovi articoli. Ogni volta che  rileggo con più attenzione quelli già letti in passato, mi sento prendere da una profonda rabbia verso i nostri nemici interni, ovvero i politici che, per  quanto si sia stati noi, ad eleggerli, si sono poi rivelati "sudditi" di una nazione, la più potente attualmente e, non questo bastando, succubi e complici di una tragica ed ipocrita farsa: la Pseudo-Unione Europea, destinata a fare quello che la capitale straniera (facile intuire quale) attraverso  i suoi "Ukaze" (o editti dello Zar B...o un altro al suo posto) decide venga realizzato secondo i suoi interessi. Non so quanti siano i miei connazionali che non accettano (e costretti a subire) questa situazione. Quanti, siano sensibili a questo grave e decisivo problema che appare ormai irreversibile anche se, niente nella vita può definirsi tale. Ancora,l' Islamizzazione  del nostro continente.... dell' Italia... cose da nulla, vero?
   Stranamente, la cosiddetta nostra classe politica appare sicura di sé, in questa direzione.
   Nel senso che questa realtà è stata, di fatto, accettata quasi con euforico ed irresponsabile entusiasmo e scarsissimo realismo politico. Il prezzo di tutto questo, riferendoci alla "nostra" nazione, è la scomparsa di tutto quanto per cui abbiamo lottato, di tutto quello per cui ci siamo sacrificati durante tutta la nostra Storia. A proposito della Storia, il ministro della pubblica... distruzione, ne ha abolita  una consistente fetta, nell' ambito di quella distruttiva pseudo-riforma! Tanto per far dimenticare le nostre origini e tutto il resto. E poi, il Potere, come sappiamo, non gradisce la presenza di persone che "ragionano, pensano". Questa riforma consentirà di raggiungere più facilmente, nel tempo, questo nobile scopo. Signora Magli, personalmente, nel mio personale lessico, la parola "arrendermi", non esiste; di fronte a questa realtà così stimolante, consapevole di vivere in un Paese dove, a mio modesto avviso, per come ho potuto constatare, l' unità sociale (o compattezza) non esiste, dove il senso della collettività è da collocarsi nella dimensione dell'Utopia, non vedo quale azione concreta si possa intraprendere per contrastare queste decisioni autarchiche, prese sulla nostra pelle. Forse, un'azione sensibilizzante intorno a questo argomento, potrebbe rivelarsi positiva, a condizione che sia portata avanti con la dovuta costanza. Ma... come procedere, nel pratico? Come ci si può opporre a tutta questa prevaricazione? Forse saremmo bloccati prima ancora di muoverci...