Domanda sulla lira
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Gentile Luca,
l'aumento dei prezzi fatto
registrare con l'imposizione dell'euro è stato una conseguenza - gravissima e
immediatamente tangibile - di una politica che non esita a mettere in atto,
rafforzandolo, il proprio potere, senza studi di fattibilità e di impatto sulle
centinaia di milioni di persone coinvolte in Europa. Il "serpente monetario" era
stato ideato prima dell'euro per garantire un collegamento tra le monete
europee, che potesse limitarne l'oscillazione in un determinato ambito, ma senza
annullare quel mercato interno continentale creato anche (qualcuno, ora, se ne è
finalmente accorto) dalla variabilità dell'agio di una moneta sull'altra. L'euro
ha spazzato via questa visione realistica e storica dell'Europa per imporsi con
la pesantezza del rublo su un'Europa sovietizzata. Ma tralasciando pure gli
aspetti più tecnicamente economici (dove peraltro ci si sarebbe aspettata la
massima competenza da parte dei governanti-economisti che hanno voluto l'euro)
un ritorno alla lira - o anche a un ipotetico "euro italiano" - sarebbe
auspicabile perché avrebbe significato di per sé. Volerlo e ottenerlo, sarebbe
infatti una importante inversione di tendenza rispetto alla deriva attuale, in
cui il popolo italiano sta fatalmente perdendo la sua coscienza di gruppo e con
esso la memoria di tutte quelle pagine di storia che la fondano. In questo
processo di rinnegamento sono coinvolte la lingua, la religione, e tutto quanto
fa dell'Italia l'Italia. Non sembrerebbe, dato lo sventolio di tricolori e di
richiami alla Patria dei nostri governanti nelle cerimonie ufficiali, che fa da
incredibile contraltare alla dissoluzione in Europa. Ma proprio questo sembra
essere l'abile gioco del Potere e degli interessi suoi propri interni, che nulla
hanno a che spartire, evidentemente, con gli interessi dell'intera nazione. Gli
inni alla Patria di Ciampi non sono soltanto incredibili, ma incredibili per il
cinismo che li guida e li sostanzia. Mai, assolutamente mai, anche il più
terribile despota della storia si è nascosto nell'inganno come i nostri
governanti attuali. Il gesuitismo impallidisce per la sua ingenuità al
confronto. ItalianiLiberi |
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