Caro Direttore,
leggo spesso gli articoli sul vostro sito e li trovo generalmente
interessanti, soprattutto per quanto riguarda le posizioni
antieuropeiste di Ida Magli.
L’ultimo, quello sui fatti di Nassirya
(‘Troviamo il coraggio di avere paura’) mi lascia in parte perplessa,
forse lo trovo un po’ troppo pessimista.
Sono assolutamente d’accordo sul fatto che
queste missioni sarebbe più appropriato chiamarle "di guerra al
terrorismo" che "di pace", che i nostri militari spesso aiutano
generosamente le popolazioni, ma sono e devono restare soldati e non
missionari, che ora non ci si deve ritirare dall’Iraq, anche per non
dare un’impressione di debolezza.
Trovo, però, che certe frasi sembrino dare
quasi una patente di superiorità agli estremisti
islamici rispetto ai Cristiani in generale e agli
Italiani in particolare. Questi terroristi (non tutti i musulmani) non
sono semplicemente dei ‘credenti’, sono fanatici e criminali; per lo
meno lo sono stati in tante altre occasioni, quando non hanno neppure
colpito dei militari, ma dei civili in modo indiscriminato.
Noi dobbiamo avere dei nostri valori in cui
credere, ma non dobbiamo dimenticare di avere più di 2000 anni di
civiltà, non dobbiamo metterci sul loro stesso piano e diventare anche
noi integralisti.
Noi Italiani purtroppo abbiamo subito per più di
mezzo secolo l’egemonia culturale di forze poli-
tiche nichiliste e antinazionali ed è già un
successo se buona parte della popolazione non ha perso del tutto la
sensibilità per certi valori. Non bisogna neppure illudersi; per
alcuni i caduti in Iraq non sono affatto da ammirare; sono quasi dei
mercenari, che fanno questo lavoro solo per guadagnare un po’ di più.
Vediamo però che per tanti Italiani, nelle
ore tristi e difficili, il senso di identità nazionale, il Tricolore
(non certo la bandiera europea) tornano ad avere un significato. Se
anche il sacrificio dei nostri soldati dovesse servire solo a farci
ritrovare questi valori, potremmo dire che non sono morti invano.
Emilia Zecchini - Milano