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Da: Marco C.
Oggetto: lettera per Ida Magli
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Gentile Professoressa Magli,
con riferimento ai Suoi
interventi su “il Giornale”, ed in particolare all’ultimo del 21
Luglio 2004, sono felice di riscontrare come vi sia qualcuno che
abbia ancora il coraggio di difendere idee e valori che sembrano
oggi fuori moda.
Ascoltavo, giorni addietro, una trasmissione radio in cui si
dibatteva sul tema dell’immigrazione; per l’ennesima volta mi è
capitato di sentire dichiarazioni che miravano a consolidare nella
mente degli ascoltatori un’accoppiata di “curiosi concetti”.
Il primo: un paese a crescita demografica zero ha bisogno di
immigrazione per garantire la propria sopravvivenza.
Il secondo: esistono lavori che ormai in Italia nessuno vuole fare,
dunque servono immigrati per soddisfare questo bisogno.
E’ difficile pensare, escogitare due assiomi tanto aberranti quanto
privi di fondamento, senso e logica.
Viviamo in un epoca in cui le più alte cariche istituzionali ci
ricordano pressoché quotidianamente i valori dell’unità e della
patria (salvo poi volerla diluire, se non annientare, all’interno
dell’Unione Europea…), e ci tocca dover pensare che sì, visto che
non facciamo figli e la popolazione invecchia, dobbiamo
“acquistare” cittadini aprendo -di conseguenza- ai flussi
migratori.
Mercificazione dell’individuo e delle comunità di individui,
cancellazione delle proprie origini, della propria cultura e
tradizioni; quale futuro pensiamo di costruire per i nostri figli,
in un Paese in cui vi sono persone che si reputano titolate a
pianificare scientificamente la sostituzione di un’etnia autoctona
(!) ?
Oltretutto, se proprio si reputasse opportuno agire in questo
senso, logica e pragmatismo dovrebbero portare ad una preferenza
per popolazioni a noi affini per usi e costumi, per religione, per
valori di base.
Esistono Paesi del mondo, oltretutto in gravi difficoltà, le cui
genti sono non solo a noi affini ma addirittura provenienti dal
nostro Paese; perché non seguire un percorso razionale ed
efficace, ed accogliere preferibilmente loro?
Forse “governance” dei fenomeni migratori , come oggi si ama dire,
non potrebbe essere anche questo?
Il “secondo teorema”, poi, è ancor più fantasioso. Viviamo in un
paese in cui - lo sanno tutti- vi sono intere regioni con un
elevatissimo tasso di disoccupazione; posto che esistano
effettivamente questi lavori che “nessuno vuol più fare”, perché
non incentivare chi è senza lavoro a dedicarsi a queste mansioni
piuttosto che permanere nella condizione di disoccupato a carico
della collettività?
Questo messaggio culturale, che porta a ritenere scontato e perfino
giusto che vi siano lavori di cui non è più opportuno occuparsi,
che valori porta con sé? Ed il solo pensiero di affidare lavori
“scomodi” a lavoratori immigrati, di quali valori è intriso?
Ho un’azienda, e vivo in un territorio che ha il più basso tasso
di disoccupazione del Paese. Tutte le aziende della mia Provincia,
e la mia fra quelle, faticano a trovare manodopera: possibile che
un industriale debba sentirsi costretto ad assumere, chessò, un
egiziano o un bosniaco, piuttosto che avere una fila di
disoccupati nostrani che bussano ai cancelli in cerca di lavoro?
Quando la logica ed il buon senso sembrano incapaci di spiegare un
fenomeno, o peggio ancora appaiono come strumenti inadatti a
gestirlo, significa purtroppo che la strada intrapresa è senza via
d’uscita.
Nei secoli a venire, leggendo questi eventi filtrati dal vaglio del
tempo e della storia, i nostri discendenti penseranno molto male
(eufemismo) di noi.
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Si tratta di problemi che sembrano ormai quasi
insolubili perchè c'è, alla base, la volontà da parte dei governanti, non
soltanto italiani ma di tutti quelli che hanno predisposto la costruzione
dell'unione europea, di distruggere le identità nazionali e culturali. Se non
vogliamo cadere nella disperazione del non poter fare assolutamente più nulla,
sono convinta che gli Imprenditori debbono diventare " "soggetti politici",
davvero, ossia imporre ad alta voce la loro volontà. La scuola obbligatoria e
statale per tutti fino ai diciotto anni è la causa prima della mancanza di
persone capaci di fare dei lavori di qualsiasi genere, nè manuali nè
intellettuali. Inoltre, quando si è andati a scuola, annoiandosi a morte fino ai
diciotto anni, ci si ritrova con la convinzione di aver diritto a lavori di tipo
"superiore", anche se non si è capaci di fare nulla. Insomma, la scuola
statale, come tutte le altre istituzioni, fingendo di essere la concessione di
un diritto, serve, tanto quanto il voto "democratico", a ridurre i sudditi a
SUDDITI, ossia a far sì che deleghino, senza saperlo, tutta la loro personalità,
la loro volontà, agli unici che guidano e possiedono il potere: quelli che
perseguono l'annientamento delle persone, sia come individui che come Italiani,
come cristiani, come occidentali,ecc. ecc. Grazie di averci scritto. Sono sicura
che, se ci mettiamo a lavorare per salvare l'Italia così come lavoriamo in tutto
quello che facciamo, riusciremo almeno a smascherare il tradimento, a lasciare
la testimonianza dell'infamia di coloro che ci stanno uccidendo. _ |