Lettere

Roma,
22-09-2003
 
 
 
 

Un leghista:
GRANDE STIMA PER TUTTI VOI DI ITALIANI LIBERI

 

Da: Roberto
A: Italiani Liberi

Data: 21 Settembre 2003

Oggetto:
 
GRANDE STIMA PER TUTTI VOI DI ITALIANI LIBERI.

 

Sono leghista, quindi rozzo ed ignorante, anche se comincio, pur nella mia ignoranza, a pensare che Bossi, che già una volta consegnò il Paese alle sinistre, sia un paravento per far digerire meglio ai pochi Italiani non lobotomizzati, i cambiamenti epocali che si verificano, ogni giorno, davanti ai nostri occhi sonnolenti.

Gli Italiani sono irritati, finalmente, perché l'euro ha comportato una perdita di potere d'acquisto. Nessuno, però, che si renda  conto che il fatto grave consiste nell'imposizione, senza essere interpellati, di una moneta straniera, da parte di un'entità astratta e antidemocratica.
Gli extracomunitari clandestini giungono a frotte, ma Chiesa e politici affermano che tutto è ok, e le famigliole accettano con gioia l'invasione, pacifica nei contenuti, ma non negli obiettivi, della nostra Nazione, quasi che fossero narcotizzate.
Quando per motivi di sicurezza, si prospettò l'idea di prendere le impronte digitali a tutti, nessuno si ribellò all'idea, anzi nelle discussioni con i conoscenti e gli amici il ritornello generale era: -non ho niente da nascondere- e se obiettavo che,
proprio quando non si ha niente da nascondere, è necessario difendere la dignità del corpo e la libertà, mi prendevano per esaltato.
Sono single, non ho figli, sono il classico lupo nella steppa.
Non ho ancora deciso se questa è la mia battaglia, e sono troppo impreparato, culturalmente, per capire a fondo questi
tristi avvenimenti.
Forse il buio deve avvolgere tutto, perché ci sia un risveglio delle coscienze, forse il nostro destino è segnato, forse la
maggioranza degli italiani e degli europei non teme la tirannia, ma ne sente la necessità.
Desidero però dichiarare, pubblicamente, la grande stima che nutro per tutti Voi di "Italiani liberi", per Ida Magli e per G. Bruno Guerri, non a caso una antropologa e uno storico, e per lo sforzo di tutti Voi.
 

Cordiali saluti.

Roberto
 
 
N.B.
ho deciso in omaggio a Voi di iscrivermi, avendo, dopo tanti anni di lavoro, ottenuto il part-time, ad Antropologia e di inviare un contributo volontario,  che  farò pervenire, quanto prima all'associazione.
Per questo motivo chiedo, alla professoressa Magli, se ne troverà il tempo, di fornirmi un piano di studi, per un corso universitario triennale, che mi permetta di comprendere meglio quello che sta succedendo.

 

Risponde Ida Magli

Grazie, caro Roberto, di averci scritto. Se vogliamo cominciare a dare forza alla nostra voce, dobbiamo prima di tutto sapere quanti siamo a vedere come si comportano i detentori del Potere.

No, non sono “rozzi e incolti” i Leghisti; anzi, sono (e l’ho ripetuto più volte)  gli Italiani più sinceri, più informati sui problemi veri, ed anche i più disposti ad ascoltare le voci che non vengono dall’interno del loro Partito, sintomo della intelligenza e della loro autentica volontà di agire per il meglio. Ti posso assicurare, Roberto, che l’ho verificato numerose volte, non soltanto in tempi recenti partecipando a trasmissioni aperte al pubblico di Radio Padania, ma anche nei lontani 1997-1998 quando ho fatto un disperato giro di conferenze per convincere i piccoli e medi industriali del Nord, i commercianti e tutta la gente disposta ad ascoltare, che bisognava rifiutare l’Unione Europea e, prima di tutto, la moneta unica. Vorrei avere lo spazio per raccontare sia a te, sia a tutti quelli che ci leggono, quale straordinaria avventura è stata per un antropologo che ha dedicato tutta la propria opera a studiare, non i “selvaggi”, ma noi stessi con lo stesso metodo con il quale si studiano i selvaggi, trovarmi, per esempio, a Ravenna, durante un convegno organizzato dalla Lega in Emilia–Romagna, invitata a parlare contro l’Europa mentre nella sala di fronte facevano una solenne “Lettura  Dantesca”. Povero Dante! Tradito, tradito, tanto quanto siamo traditi noi……..

Ma i Leghisti venuti ad ascoltarmi erano così attenti, così convinti che si trattava di una questione fondamentale; così, anche (e tu sapessi, Roberto, come questo mi commuoveva  perché era troppo “ingiusto”) grati nei miei confronti. Sembrava che avessi fatto io un onore a loro, e non loro a me!

Eppure è stato inutile. Avevano una tale fiducia in Bossi e pensavano che Bossi agisse comunque per il meglio, anche se, per la questione dell’Europa, non comprendevano le sue direttive.

Bossi inganna i sui elettori, ma gli Italiani Liberi hanno come loro prima convinzione che i detentori del Potere, di qualsiasi Potere, non “rappresentano” i loro elettori. I Leghisti (almeno nella grande maggioranza) non sono Bossi, non gli somigliano; sono, invece, i più pronti al cambiamento e, se riusciranno a capire che Bossi li conduce alla rovina, saranno di grandissimo aiuto per liberarci dell’Europa, dell’euro (si può tornare alla lira con il sistema del “serpente monetario” che usavamo in precedenza), per usare finalmente la democrazia rifiutandoci di “delegare” tutto, perfino la libertà, l’Italia, la vita.

Per quanto riguarda i consigli che chiedevi per un piano di studi, scrivimi  di nuovo quando avrai assunto informazioni sull’Università che vorresti frequentare e il nome di qualcuno dei Professori. In Italia bisogna scegliere, ormai, in maniera individualizzata. Se vuoi, manda il tuo indirizzo privato, oppure avverti che la tua lettera è privata.

Sarò felice di aiutarti.

Roma, 22 settembre 2003

Ida Magli