Un leghista:
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Risponde Ida Magli Grazie, caro Roberto, di averci scritto. Se vogliamo cominciare a dare forza alla nostra voce, dobbiamo prima di tutto sapere quanti siamo a vedere come si comportano i detentori del Potere. No, non sono “rozzi e incolti” i Leghisti; anzi, sono (e l’ho ripetuto più volte) gli Italiani più sinceri, più informati sui problemi veri, ed anche i più disposti ad ascoltare le voci che non vengono dall’interno del loro Partito, sintomo della intelligenza e della loro autentica volontà di agire per il meglio. Ti posso assicurare, Roberto, che l’ho verificato numerose volte, non soltanto in tempi recenti partecipando a trasmissioni aperte al pubblico di Radio Padania, ma anche nei lontani 1997-1998 quando ho fatto un disperato giro di conferenze per convincere i piccoli e medi industriali del Nord, i commercianti e tutta la gente disposta ad ascoltare, che bisognava rifiutare l’Unione Europea e, prima di tutto, la moneta unica. Vorrei avere lo spazio per raccontare sia a te, sia a tutti quelli che ci leggono, quale straordinaria avventura è stata per un antropologo che ha dedicato tutta la propria opera a studiare, non i “selvaggi”, ma noi stessi con lo stesso metodo con il quale si studiano i selvaggi, trovarmi, per esempio, a Ravenna, durante un convegno organizzato dalla Lega in Emilia–Romagna, invitata a parlare contro l’Europa mentre nella sala di fronte facevano una solenne “Lettura Dantesca”. Povero Dante! Tradito, tradito, tanto quanto siamo traditi noi…….. Ma i Leghisti venuti ad ascoltarmi erano così attenti, così convinti che si trattava di una questione fondamentale; così, anche (e tu sapessi, Roberto, come questo mi commuoveva perché era troppo “ingiusto”) grati nei miei confronti. Sembrava che avessi fatto io un onore a loro, e non loro a me! Eppure è stato inutile. Avevano una tale fiducia in Bossi e pensavano che Bossi agisse comunque per il meglio, anche se, per la questione dell’Europa, non comprendevano le sue direttive. Bossi inganna i sui elettori, ma gli Italiani Liberi hanno come loro prima convinzione che i detentori del Potere, di qualsiasi Potere, non “rappresentano” i loro elettori. I Leghisti (almeno nella grande maggioranza) non sono Bossi, non gli somigliano; sono, invece, i più pronti al cambiamento e, se riusciranno a capire che Bossi li conduce alla rovina, saranno di grandissimo aiuto per liberarci dell’Europa, dell’euro (si può tornare alla lira con il sistema del “serpente monetario” che usavamo in precedenza), per usare finalmente la democrazia rifiutandoci di “delegare” tutto, perfino la libertà, l’Italia, la vita. Per quanto riguarda i consigli che chiedevi per un piano di studi, scrivimi di nuovo quando avrai assunto informazioni sull’Università che vorresti frequentare e il nome di qualcuno dei Professori. In Italia bisogna scegliere, ormai, in maniera individualizzata. Se vuoi, manda il tuo indirizzo privato, oppure avverti che la tua lettera è privata. Sarò felice di aiutarti. Roma, 22 settembre 2003 Ida Magli |
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